


Le challenge
Tre sfide. Un obiettivo: proteggere il valore dell’export italiano.
Hai un’idea per affrontare i rischi dell’export?
Regolamento


CHALLENGE 1
Rischi geopolitici, normativi e commerciali

CHALLENGE 2
Rischi tecnologici e operativi

CHALLENGE 3
Rischi climatici e ambientali
Challenge 1 Rischi geopolitici, normativi e commerciali
Obiettivo della challenge
Elaborare un’idea innovativa che aiuti le imprese italiane a proteggere la redditività e la continuità delle commesse estere quando cambiano le condizioni politiche, normative o commerciali di un mercato.
Le imprese possono trovarsi ad affrontare nuovi dazi, restrizioni alle importazioni o alle esportazioni, sanzioni, variazioni delle regole di accesso ai mercati, instabilità politica o forti oscillazioni dei costi e delle condizioni commerciali. Questi cambiamenti possono rendere una commessa meno conveniente, impedirne l’esecuzione, compromettere l’affidabilità di una controparte o costringere a rivedere tempi e percorsi di consegna.
Le idee possono riguardare la prevenzione, la valutazione o la gestione di questi rischi, prima o dopo che si manifestino, e indicano come SACE può contribuire.
Fuori perimetro, oltre alle esclusioni comuni
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Rating, analisi Paese o analisi di scenario generici, privi di un collegamento con specifiche operazioni export e con decisioni o servizi utilizzabili dall’impresa.
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Proposte che replicano coperture del credito, del rischio politico o altri prodotti e servizi SACE senza introdurre un valore aggiuntivo dimostrabile.

1.1 Esempio guidato:
Quando una rotta strategica si chiude
Evento di riferimento: chiusura dello Stretto di Hormuz, dal 28 febbraio 2026
Il problema
Con la crisi di Hormuz, l’80% di circa 300 imprese intervistate da Promos Italia ha subito effetti negativi; per il 73,5% il costo più pesante è stato l’aumento di trasporti e assicurazioni. Per chi esporta nel Golfo il danno principale è il ritardo: costi di trasporto in più e un pagamento che slitta, perché arriva solo alla consegna.
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Per esempio: una PMI che produce valvole ha alcuni container diretti in Qatar e Arabia Saudita. La rotta viene deviata: l’impresa sostiene costi extra e la consegna slitta di settimane, e con lei l’incasso.
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L’assicurazione trasporti copre i danni alla merce, non il ritardo. L’assicurazione del credito interviene solo se il cliente non paga. Il danno da ritardo, quindi, resta in gran parte a carico dell’impresa.
Cosa ci aspettiamo
L’idea
Una copertura che interviene rapidamente quando una rotta strategica viene bloccata, per aiutare l’impresa a sostenere i costi extra e la mancanza di liquidità mentre l’incasso slitta.
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Il funzionamento
A grandi linee, potrebbe funzionare così:
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si attiva quando un dato oggettivo e pubblico indica che la rotta è bloccata;
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paga un importo stabilito in anticipo, a copertura dei costi extra;
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si collega a strumenti già esistenti che aiutano l’impresa a ottenere liquidità mentre attende il pagamento.
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Le domande a cui la soluzione dovrà rispondere
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Quale dato usare per stabilire che la rotta è bloccata?
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Come evitare che l’importo pagato sia molto diverso dal danno reale?
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Come evitare che le imprese acquistino la copertura solo quando la crisi è già annunciata?
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Come limitare il rischio per chi offre la copertura, se molte imprese vengono colpite insieme?
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Il valore generato
Valore per l’impresa: può continuare a vendere su mercati che dipendono da rotte a rischio, senza che un blocco metta in crisi la sua liquidità.
Valore per SACE: un prodotto su un rischio molto sentito dalle imprese e oggi scoperto.
Cosa mostra questo esempio, e cosa no
Mostra un ragionamento: partire da un problema concreto, proporre un’idea per risolverlo e indicare il ruolo di SACE.
Non è un modello da replicare. Lo stesso problema potrebbe portare a idee molto diverse, e la tua proposta non deve essere necessariamente un prodotto assicurativo: può essere un servizio, un processo o una tecnologia.


Challenge 2 Rischi tecnologici e operativi
Obiettivo della challenge
Elaborare un’idea innovativa che aiuti le PMI italiane a prevenire e gestire interruzioni o problemi tecnologici, operativi, accesso a linee di credito e/o strumenti finanziariche possono impedire il rispetto di tempi, quantità e caratteristiche delle commesse estere.
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La capacità di esportare dipende dal funzionamento degli impianti, dai sistemi digitali, dalla qualità dei prodotti e dall’affidabilità di fornitori, magazzini e attività logistiche. La carenza di un componente, un difetto, un guasto, un incendio o un attacco informatico possono generare ritardi, contestazioni, sostituzioni, richiami e perdita di clienti, anche quando la domanda estera resta invariata.
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La proposta dovrà mostrare come individuare una vulnerabilità prima che comprometta gli ordini oppure come recuperare impegni sostenibili dopo un’interruzione.
Fuori perimetro, oltre alle esclusioni comuni
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Efficienza industriale o ottimizzazione produttiva generica, senza un beneficio riconoscibile nella prevenzione, valutazione o gestione del rischio legato all’export.
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Soluzioni di cybersecurity esclusivamente tecniche, prive di un collegamento con la continuità delle commesse estere, la valutazione del rischio o la protezione dell’impresa.
2 Un ritardo operativo fa scattare le penali
Evento di riferimento
Il problema
Molte commesse estere prevedono penali per il ritardo. Un guasto, un incendio, un attacco informatico o un fornitore fermo possono far slittare la consegna: l’impresa paga le penali e sostiene costi straordinari per recuperare, come lavorazioni esterne, spedizioni aeree e ore di straordinario. Le polizze tradizionali coprono soprattutto il danno ai beni, quindi penali e costi di recupero restano spesso a carico dell’impresa.
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Per esempio: una PMI di componenti ha una commessa per un cliente francese, con una penale per ogni settimana di ritardo. Un attacco informatico blocca i sistemi per alcuni giorni e la consegna slitta di qualche settimana.
Challenge 3 Rischi climatici e ambientali
Obiettivo della challenge
Elaborare un’idea innovativa che aiuti le PMI italiane a proteggere le attività di export dagli effetti degli eventi climatici e a soddisfare requisiti ambientali decisivi per accedere a mercati e clienti esteri.
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Alluvioni, siccità, ondate di calore e altri fenomeni climatici possono colpire stabilimenti, fornitori, terzisti, risorse essenziali e infrastrutture logistiche. Anche un’impresa con impianti operativi può perdere la capacità di consegnare se viene meno una lavorazione o una materia prima. Parallelamente, nuovi requisiti ambientali e richieste dei buyer possono rendere necessario raccogliere e verificare informazioni sulla propria produzione e sulla filiera.
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La proposta dovrà mostrare come trasformare un rischio climatico in decisioni preventive, gestire un’interruzione già avvenuta oppure rendere verificabili i requisiti ambientali necessari a una commessa. I benefici dovranno essere collegati a continuità produttiva, quantità consegnabili, margini, costi o mantenimento dell’accesso ai mercati.
Fuori perimetro, oltre alle esclusioni comuni
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Progetti ESG, reporting di sostenibilità o raccolta di dati ambientali privi di un collegamento con il rischio export, l’accesso ai mercati o un possibile servizio abilitato da SACE.
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Decarbonizzazione o efficienza energetica generiche, senza un legame dimostrato con la protezione o la continuità delle operazioni export.


3 Un’alluvione ferma un terzista essenziale
Evento di riferimento: alluvione di Prato, novembre 2023
Il problema
Nei distretti italiani (tessile, meccanica, ceramica) un prodotto passa per molti piccoli terzisti, spesso concentrati nella stessa zona. Se un’alluvione ferma un terzista essenziale, anche chi ha lo stabilimento intatto non riesce a consegnare. Trovare in fretta un sostituto è difficile: bisogna sapere chi ha capacità libera, se lavora con la stessa qualità e a che prezzo. E nell’emergenza tutti cercano la stessa cosa.
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Per esempio: una PMI laniera pratese deve consegnare a breve una commessa in Germania. L’alluvione ferma il terzista che si occupa della finitura: lo stabilimento dell’impresa è intatto, ma senza quella lavorazione la consegna rischia di slittare di mesi.
Esclusioni comuni e attribuzione dell’ambito
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Analisi o descrizioni del problema fini a se stesse, prive di un’idea innovativa e di un utilizzo concreto per l’impresa.
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Proposte senza un destinatario chiaro, un rischio identificabile, un impatto sull’export e un meccanismo di creazione del valore comprensibile.
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Proposte che replicano prodotti o servizi SACE già disponibili senza introdurre un valore aggiuntivo. L’innovazione può riguardare anche rischi conosciuti, se ne migliora la prevenzione, la valutazione, la gestione o la protezione.
L’attribuzione all’ambito principale segue la causa prevalente. Una deviazione di rotta dovuta a una crisi geopolitica ricade nell’ambito 1; un’interruzione dovuta al funzionamento di un fornitore o di un sistema ricade nell’ambito 2; un fermo causato da un’alluvione o un requisito ambientale di accesso a un cliente ricade nell’ambito 3. Il team può descrivere gli effetti trasversali senza duplicare la candidatura.
